PETIZIONE PER SALVARE LA VAL NAMBINO E L'AREA DEI 5 LAGHI IN ALTA VAL RENDENA

Da: italianostra [mailto:trento@safe-mail.net]
Inviato: venerdi 24 gennaio 2014 23:39
A: Sezione Trentina Italia Nostra
Oggetto: PETIZIONE x SALVARE la VAL NAMBINO e l'area dei 5 laghi in Alta Val Rendena

 

Da: italianostra [mailto:trento@safe-mail.net]
Inviato: venerdi 24 gennaio 2014 23:39
A: Sezione Trentina Italia Nostra
Oggetto: PETIZIONE x SALVARE la VAL NAMBINO e l'area dei 5 laghi in Alta Val Rendena

Italia

Nostra

Sezione trentina


 Cari soci,
 per  salvaguardare integralmente  la  Val  Nambino  e  la  zona  dei  5  laghi  in  alta  Val  Rendena,  otto  Associazioni per la protezione ambientale (CIPRA  Italia,  FAI,  Italia  Nostra,  Legambiente,  LIPU,  Mountain  Wilderness,  PAN  - EPPAA e WWF) hanno promosso una PETIZIONE (Salviamo Serodoli - Val Nambino) indirizzata "alle Giunte e ai Consigli della Comunità di Valle delle Giudicarie, della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Pinzolo".
 
Le  associazioni  chiedono  a  chiunque  condivida  questa  "battaglia"  di  firmare  la  petizione, ospitata, in accordo con le altre associazioni, sul sito del Circolo di Trento di Legambiente.

Firma anche tu, usando questo link:  http://www.legambientetrento.it/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=nambino.
 

Nel corso del 2013 la Comunità delle Giudicarie ha approvato il Documento preliminare del Piano Territoriale di Comunità. Il Documento preliminare prevede, fra altre cose, la possibilità di ampliare le aree sciistiche della valle, in particolare prevedendo la possibilità di realizzare nuove piste da sci anche nella pregiatissima e molto amata zona di Val Nambino - 5 Laghi - Serodoli.

Si tratta di ambiti paesaggisticamente e naturalisticamente splendidi, riconosciuti da moltissimi residenti e visitatori come luoghi di grande fascino e bellezza.

La Carovana delle Alpi di Legambiente ha attribuito nell'estate del 2013 la Bandiera Nera, come indice di una cattiva pratica di governance del territorio alpino, alla Comunità di Valle proprio per l'approvazione di tale Documento di Pianificazione.

Anche alcune associazioni e comitati locali si stanno esprimendo contro questa previsione.

Nei giorni scorsi, in una conferenza stampa, la SAT ha espresso una posizione chiara e forte "in merito all'espansione del demanio sciistico dell'area Serodoli-Nambino". Vi allego questa importante documentazione.

Con l'occasione, a nome del Presidente Toffolon e della Direzione della sezione trentina di Italia Nostra, vi invito a FIRMARE la PETIZIONE  e a diffondere questo messaggio al vostro indirizzario di posta elettronica.

Vi ringrazio per l'attenzione. Buona serata.


 Salvatore Ferrari
 Consigliere della Direzione della Sezione trentina d'Italia Nostra

 


via Oss Mazzurana 54, 38122 Trento TN
e-mail: trento@italianostra.org
www.italianostra-trento.org

Sezione trentina


 Cari soci,
 per  salvaguardare integralmente  la  Val  Nambino  e  la  zona  dei  5  laghi  in  alta  Val  Rendena,  otto  Associazioni per la protezione ambientale (CIPRA  Italia,  FAI,  Italia  Nostra,  Legambiente,  LIPU,  Mountain  Wilderness,  PAN  - EPPAA e WWF) hanno promosso una PETIZIONE (Salviamo Serodoli - Val Nambino) indirizzata "alle Giunte e ai Consigli della Comunità di Valle delle Giudicarie, della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Pinzolo".
 
Le  associazioni  chiedono  a  chiunque  condivida  questa  "battaglia"  di  firmare  la  petizione, ospitata, in accordo con le altre associazioni, sul sito del Circolo di Trento di Legambiente.

Firma anche tu, usando questo link: 

http://www.legambientetrento.it/index.php?option=com_chronocontact&chronoformname=nambino.
 

Nel corso del 2013 la Comunità delle Giudicarie ha approvato il Documento preliminare del Piano Territoriale di Comunità. Il Documento preliminare prevede, fra altre cose, la possibilità di ampliare le aree sciistiche della valle, in particolare prevedendo la possibilità di realizzare nuove piste da sci anche nella pregiatissima e molto amata zona di Val Nambino - 5 Laghi - Serodoli.

Si tratta di ambiti paesaggisticamente e naturalisticamente splendidi, riconosciuti da moltissimi residenti e visitatori come luoghi di grande fascino e bellezza.

La Carovana delle Alpi di Legambiente ha attribuito nell'estate del 2013 la Bandiera Nera, come indice di una cattiva pratica di governance del territorio alpino, alla Comunità di Valle proprio per l'approvazione di tale Documento di Pianificazione.

Anche alcune associazioni e comitati locali si stanno esprimendo contro questa previsione.

Nei giorni scorsi, in una conferenza stampa, la SAT ha espresso una posizione chiara e forte "in merito all'espansione del demanio sciistico dell'area Serodoli-Nambino". Vi allego questa importante documentazione.

Con l'occasione, a nome del Presidente Toffolon e della Direzione della sezione trentina di Italia Nostra, vi invito a FIRMARE la PETIZIONE  e a diffondere questo messaggio al vostro indirizzario di posta elettronica.

Vi ringrazio per l'attenzione. Buona serata.


 Salvatore Ferrari
 Consigliere della Direzione della Sezione trentina d'Italia Nostra

 


via Oss Mazzurana 54, 38122 Trento TN
e-mail: trento@italianostra.org
www.italianostra-trento.org

 

Posizione SAT in merito all'espansione del demanio sciistico dell'area Serodoli - Nambino

La SAT in questi anni ha preso spesso posizione sulla questione del turismo invernale ed in particolare sulle espansioni dei demani sciistici. Lo ha fatto nella convinzione di apportare contributi significativi per ragionare su un comparto che è strategico per il Trentino ma che allo stesso tempo rischia di erodere il capitale ambientale sul quale si base l'assetto attuale e futuro della nostra offerta turistica ma anche della qualità della vita stessa dei suoi abitanti.

Ora SAT si interroga ed interroga la comunità delle Giudicarie su una ipotesi di allargamento del demanio sciistico di Madonna di Campiglio che interessa una zona di grande valenza naturalistica e paesaggistica.

Stiamo parlando dell'area di Serodoli e Nambino.

SAT è contraria all'ipotesi. Lo è per motivazioni ambientali, culturali, tecnico-economiche. L'area Serodoli - Nambino presenta, in virtù della qualità del paesaggio e della facile accessibilità, un elevatissimo interesse turistico, estivo e invernale. Come emerso da uno studio del Parco Naturale Adamello Brenta tale interesse è legato al valore estetico dell'area, percepita come ambiente naturale e incontaminato, incompatibile con la presenza di impianti e piste da sci, della viabilità a servizio degli impianti di risalita e di un eccessivo carico antropico. L'area risulta infatti una delle maggiormente frequentate dai turisti che alloggiano a Madonna di Campiglio e più in generale una delle preferite dai villeggianti che scelgono il Parco come luogo in cui trascorrere le vacanze. La zona di Nambino rappresenta inoltre la meta preferita dai non sciatori presenti a Campiglio durante la stagione invernale L'intervento ipotizzato ha i caratteri dell'irreversibilità e della perdita permanente di patrimonio. Si è avuto modo in tante occasioni di affermare come sia rischioso intaccare l'immenso patrimonio ambientale che abbiamo a disposizione, i cui frutti hanno dato e si spera daranno anche in futuro, benessere e ricchezza alle nostre valli. Nel bilancio civilistico che misura i risultati di un'azienda, l'imprenditore o il proprietario, in caso di perdite pluriennali che erodono la dotazione di capitale iniziale, deve provvedere alla sua ricostituzione perche, diversamente, viene meno la base patrimoniale fonte minima per la sopravvivenza di un'azienda. Ma le perdite di capitale naturale come possono venire ripianate? Ed è sul capitale naturale che noi dobbiamo insistere, per garantire qualità di offerta turistica e qualità di vita. Il rischio che si dovrebbe evitare è quello di continuare ad inseguire un modello di sviluppo turistico nel quale l'ambiente non è il volano, bensi il semplice tassello di un mosaico nel quale primeggiano gli impianti di risalita, gli alberghi, le discoteche d'alta quota e le circonvallazioni

Cercando di rincorrere le quantità, senza alcuna considerazione della qualità, ci si riduce ad ambiente cammeo, con alcune piccole oasi tenute artificialmente intatte ad uso e consumo del turismo, sul cui altare sono sacrificate le altre zone.
Riteniamo  che occorra trovare un equilibrio nello sviluppo delle zone per la pratica sportiva dello sci invernale. E'  necessario riammodernare impianti e strutture, ma questo non va tradotto come  aggiungere e creare nuove zone sciabili; ogni modifica importante del quadro paesaggistico pone una ipoteca su altre forme di frequentazione dell'ambiente montano.

 Cosi come l'industria tradizionale difende  la propria redditività con operazioni di ristrutturazione straordinaria, cosi anche l'industria turistica potrebbe, nel giro di qualche anno, essere obbligata ad un ridimensionamento, un passaggio essenziale per tutelare la propria redditività, a meno che non si ritenga che la carta vincente sia quella della quantità e non quella della qualità.

SAT chiede

alla comunità di valle delle Giudicarie:

  di ripensare, attraverso lo strumento del Piano Territoriale,  la politica di uso del territorio;

  di individuare le scelte strategiche in tema di turismo nelle quali dare massima attenzione al turismo escursionistico, naturalistico, che richiede bassi investimenti e minori costi di gestione;

  di privilegiare modelli di frequentazione della montagna attenti e rispettosi rispetto a soluzioni che compromettono paesaggi, ambienti, habitat ;

al Parco

  di ribadire il suo fermo no alla previsione di allargamento dell'area sciistica a Serodoli;

  di fornire come previsto nel PdP gli strumenti idonei a valutare la portata ecologica dei progetti e proporre percorsi virtuosi in direzione della crescita senza degrado.

alla Provincia:

di rivedere la normativa che rende le aree protette subordinate nella loro pianificazione alle scelte delle comunità di Valle. Occorre recuperare una dimensione più generale della gestione del bene comune.

 

 

 

 


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